PSICOLOGA E
PSICOTERAPEUTA IN FORMAZIONE

 
 

Qualcosa di me

Ho conseguito le lauree triennale (2018) e magistrale (2021) in Psicologia Clinica e della Salute presso l’Università di Pisa, con tesi rispettivamente relative a disturbi della condotta infantili e uso dei social media in adolescenza.

Sono iscritta dal 2023 all'albo A dell'Ordine degli Psicologi della Toscana con il n° 10305.

Ho scelto di specializzarmi in Psicoterapia presso l'Istituto Costruttivista Narrativo IcoNa di Padova.

Ho incontrato il termine costruttivismo per caso e in modo superficiale, ma dopo qualche ricerca mi sono imbattuta nel Costruttivismo Ermeneutico Narrativo... e non l'ho più lasciato.

L'Istituto IcoNa mi permette non solo di apprendere una cornice teorica di riferimento, ma anche di trovare il mio modo personale di essere e fare psicoterapia.

 

Quali servizi offro

Un malessere, un disagio o un dolore possono capitare in qualsiasi momento, a chiunque, senza distinzioni e senza una ragione precisa. Spesso si accompagnano alla sensazione di essere bloccati, di non sapere come muoversi per andare avanti, di non sapere più che cosa scegliere, come se fossimo davanti ad un dilemma inestricabile.

In questi casi, un supporto psicologico o un percorso psicoterapeutico possono essere utili per affrontare, insieme, un cammino verso un cambiamento, tramite interventi professionali basati sulla comprensione delle difficoltà emotive, sociali e relazionali.

Insieme, sarà possibile esplorare emozioni, pensieri e comportamenti in modo da sapèr anticipare al meglio le difficoltà quotidiane e attribuire nuovi significati alle proprie esperienze e relazioni, alla scoperta di nuove alternative possibili.

 

La psicoterapia per me...

... è un po’ come una visita guidata ad un museo: il museo rappresenta l’insieme delle ragioni per cui un/una cliente arriva a chiedere aiuto, contiene tutte le sue esperienze di vita, i ricordi e tutte le altre potenziali scoperte che potrebbero emergere durante la “visita guidata” (cioè il percorso terapeutico).
Come se ogni storia, pensiero, emozione del cliente fossero opere d’arte all’interno del museo.

Il cliente è la guida del museo e porta il terapeuta (cioè un visitatore momentaneo), tra i suoi corridoi, per mostrargli ciò che vuole fargli vedere e chiedere magari una prospettiva, un punto di vista, una nuova lettura delle opere che il suo museo ospita o solo per ripercorrere tutti i corridoi in compagnia.

Penso che il terapeuta-visitatore sappia qualcosa su come si fa a muoversi all’interno dei musei, senza urtare o danneggiare le opere, entrando delicatamente, con rispetto e attenzione, ma non può credere di conoscere il museo meglio della sua guida.

Credo anche, che il cliente-guida, possa accogliere il terapeuta-visitatore ogni volta che lo sentirà necessario, perché saranno apparse nuove opere che lo opprimono, lo fanno soffrire o perché no, lo hanno reso felice, per condividerle e provare a darne nuovi significati.

In questa immersione nell’arte di sé stessi non mi resta che augurare:
buon viaggio.

 

Come metterci in contatto...